lunedì, ottobre 23, 2006

Waiting For Godot


E' Lunedi. Giorno che indica l'inizio della settimana e, per alcuni, indica l'aggiornamento di questo blog: poichè non voglio disattendere le attese delle suddette persone, sforno il post di inizio settimana.
Oggi si parla di ATTESE.
Tutti, o perlomeno anche chi sa poco e nulla di teatro, saprà dire qualcosa sul titolo che ho scelto oggi; probabilmente tu ora stai pensando: "Becket. Teatro dell'assurdo. Alla fine non arriva nessuno".
Tutto giusto! Io (non proprio io, ma persone che ne sanno più di me) aggiungo che è un'opera in cui il protagonista è assente e come dice Vivian Marcier appena dopo aver assistito alla prima di Londra "Aspettando Godot è un'opera in cui non accade nulla, per due volte" (la pièce è composta di 2 atti)
Ora, pensiamo a noi, alla vita cosidetta reale (qui mi ritorna alla memoria uno dei primi post in cui ho scritto che avrei scritto qualcosa sul confine tra reale e verituale, ma ora non c'entra niente): quante volte ci è capitato di attendere tutto il giorno qualcuno o che succedesse qualcosa? Se è il nostro giorno fortunato e se i pianeti sono allineati magari finiamo col non attendere invano, ma...capita il giorno in cui l'universo ti è avverso e si fa la fine di Estragone e Vladimiro.
Io penso che attendere alla fine porti sempre a qualcosa; non è detto che la persona o la cosa attesa arrivi, ma qualcosa secondo me succede sempre. Magari si impara a fare/non fare qualcosa!
E allora, mi e vi chiedo: non si potrebbe forse sostenere che Aspettando Godot sia eccezionalmente realistico?! Dov'è il carattere assurdo?
Io mi riconosco nei due homeless becketiani (non so se si dice così...attendo conferme da voi)!
Voi no?! Non vi capita mai di continuare ad attendere pur sapendo o forse immaginando o avendo la sensazione di stare a perdere tempo?

Buona settimana a tutti...Soprattutto a tutti i Godot, con la speranza che prima o poi arrivino!


Immagine: Stefano Di Lorito - L'attesa - Olio su tela 50x70
fonte: www.interarteonline.com

4 commenti:

Irisch ha detto...

attesa... attesa estenuante, attesa lunga, attesa eterna, attesa che muore nell'attesa. e in tutto questo il difficile per me è imparare a non fare qualcosa... si può apprendere l'arte della pazienza?

zancle ha detto...

concordo in parte e in parte non concordo per nulla...io credo che waiting for godot sia un'opera sull'assenza di Dio, vladimiro ed estragone aspettano il deus ex machina che cambi le sorti della loro vita, ma in assenza di Dio o sei tu ad alzarti o non ti salva nessuno...attendono ciò che non esiste e che non arrievrà mai, sono destinati a restare fermi. si ripete continuamente nell'opera..."andiamo" restano fermi. A parte sta pseudo riflessione su i godot del mondo...volevo scrievere qualcosa sugli inetti...è fuori luogo? ci sono precise regole da rispettare?

pathos ha detto...

Finalmente una riflessione di Zancle!!!!Era ora! qui puoi scrittvere tutto e dove vuoi, quindi non aver paura di andare fuori tema, anzi, piu si va fuori tema meglio è! così avremmo smepre nuovi spunti di riflessione!
...forse rimangono fermi perchè in fondo non sanno dove andare...

zancle ha detto...

meglio tardi che mai....visto che c'è liberta di spaziare...inserisco una cosa scritta un pò di giorni fa:
Una volta una persona nel spiegarmi la figura dell’inetto nella letteratura italiana mi parlò di un uomo che doveva spostare un foglio da un tavolo ad un altro e nel fermarsi a considerare tutte le possibili conseguenze che lo spostamento poteva provocare, non spostava il foglio. Quello era l’inetto. Da allora mi rimase la paura di riscoprirmi a riflettere sulla forma del foglio senza essere capace di muoverlo. Poi, dopo i secoli adolescenziali, ho capito che è la paura dell’inettitudine a renderti tale, e che la consapevolezza della propria debolezza è l’inizio della forza. Ora voglio lanciare i fogli per aria!!!!