sabato, novembre 10, 2007

Prendiamo baracche e burattini...

Ebbene sì, cari Loopati, è tempo di cambiare. Si comincia dalla casa: presto trasferirò questo blog su un'altra piattaforma, ma non ho ancora deciso se trascinarmi dietro anche il contenuto scritto in questo anno e poco più di vita, oppure ricominciare tutta da zero. voi cosa dite? Cancelliamo tutti i vecchi post e ricominciamo da capo? Un nuovo libro insomma. Vorrei il vostro aiuto nel prendere questa decisione.
Ovviamente, l'indirizzo di questa nuova "casetta" verrà diffuso in modo parsimonioso e selettivo. O forse lo pubblicherò qui, anche su questa cosa sono dubbiosa: dare o non dare a tutti la possibilità di sapere cosa combino nella vita?! chissà se sono diplomatica! Forse no, ma vedremo.
Il trasloco avverrà, penso, dopo il 15 Nov. Data che segnerà la fine della mia vita fino a quel momento. Tutto ciò che è successo da maggio/giugno 2005 fino al 15novembre 2007 (escluso, forse. Devo decidere anche questo) sarà catalogato e conservato ermeticamente nell'angolo più sperduto della mia mente, in modo da dimenticarmi anche che ci sia.
Ma voglio anche dirvi il perchè di questo trasloco, cari i miei loopati! Il perchè è il seguente: sapete tutti che le palle della vostra amica girano spesso e facilmente, un po per gioco un po per davvero; alcune volte girano più lentamente, ma cmq continuano a girare. Ebbene, finchè girano non c'è da preoccuparsi (can che abbaia non morde), ma quando si fermano, cari Loopati, quando le palle della vostra amica si fermano, dovete corrucciare la fronte e pensare velocemente in quale direzione scappare.
Perchè se le mie palle si fermano, significa che si sono spaccate. E quando si spacca qualcosa, il meccanismo salta. E con il meccanismo salta anche tutto il sistema.
E non c'è più tempo di recuperare.

giovedì, novembre 08, 2007

La Teoria dell'azione

Vi sarà di certo capitato di osservare il comportamento di una persona e pensare: "Ma perchè fa questo?".
Già, perchè le persone -noi- fanno ciò che fanno, sapendolo di fare -si spera-?
Trovo interessante, a questo proposito, esporvi brevemente come, secondo D.A.Norman*, a livello psicologico, l'individuo agisca. Egli individua sette stadi principali, suddivisi in Stati dell'esecuzione e Stadi della valutazione, mentre al di sopra delle due suddivisioni c'è l'individuazione dello scopo (primo stadio):
2- intenzione di agire (questo staido è uno stato mentale)
3- specificazione dell'azione
4- esecuzione dell'azione
°°°AMBIENTE°°°
5- percezione dello stato del mondo
6- interpretazione della percezione
7- valutazione

In generale, gli stadi dell'esecuzione (2,3,4) consistono nel far qualcosa; quello della valutazione (5,6,7) è caratterizzato dal confronto tra ciò che è effettivamente avvenuto nell'ambiente dopo la nostra azione e ciò che si voleva accadesse. Per verificare gli effetti dell'azione bisogna partire dalla percezione del mondo, la quale deve essere interpretata secondo le nostre aspettative e poi confrontata con l'intenzione e lo scopo.



A volte ci dimentichiamo che dopo l'esecuzione dell'azione ci sarebbero altri tre stadi importanti. E ci si dimentica, anche, di considerare l'ambiente.



*Vi consiglio un bel libro per cominciare a conoscere questo studioso: "La caffettiera del masochista"

lunedì, novembre 05, 2007

Votate il cane che beve!

Loopati!!!! Abbiamo bisogno di voi!

Il fatto è questo: una mia amica è arrivata tra i finalisti della maratona fotografica indetta dalla Fnac. A milano è tra le 30 migliori foto su 250 in concorso!!!
Ed ora, la suddetta amica ha bisogno di voti!!!! La sua foto è quella del cane che beve!! (bellissima, secondo me!)

Per votare: http://www.fnac.it/images/miniSites/maratona07voto/milano/index.html
Cercate la fotina della nostra amica e poi cliccate su Vota questa foto! C'è da mandare una email, è questione di un minuto, ok??

Forza loopati!! Mettete la manina sul mouse!...che se poi la nostra amica vince ci facciamo offrire pure un caffè! ;)

domenica, novembre 04, 2007

Pensieri sotto la doccia



Una doccia per togliere via l'odore di una notte.

Una doccia per confondere le lacrime.

Una doccia per rinfrescare i pensieri.

Una doccia per rilassare i muscoli.

Una doccia per scansare una donna e far posto all'uomo.



Immagine: "La doccia", 2007 -tecnica mista su tela 100x100cm- Samuele Santi (www.santisamuele.com)

martedì, ottobre 30, 2007

Metrò & Emozioni


E' strano, disarmante, è quasi inquietante come una canzone ti possa trascinare in balia di un'emozione che fino a quel momento avevi volontariamente ignorato.
Camminavo in metropolitana con le cuffie nelle orecchie, il lettore mp3 impostato sulla funzione random. Ad un certo punto è partita una canzone, una di quelle scaricate tra cento altre e mai sentite, una di quelle che, però, ti viene spontaneo ascoltarne le parole. E l'ho fatto.
E sono stata come schiaffeggiata da quella malededda emozione, la tristezza, che ho con tanto impegno nascosto e ignorato da quando è finita la storia per la quale più ho combattuto e più ho donato me stessa in vita mia fino ad ora.
Ho pianto, in silenzio, intimamente.
Anche se camminavo tra la gente in metropolitana.
Ho ricordato ciò che avevo voluto dimenticare.
Ho pensato ciò che evitavo di pensare.
Alcuni versi della canzone
incriminata:


"Pensami una volta ancora ci sarò
pensami una volta ancora io sarò

È l'amore che ti cambia dentro
l'amore quello che ti lascia il segno tu sei ancora nei pensieri miei e rido e piango incontrollabilmente pensando a quello che sarà senza
te
" - (I.Grandi - Pensami)


domenica, ottobre 07, 2007

C'era una volta il West


Chiedo venia per la latitanza, tornerò. E' solo un periodo di nuovi ritmi, nuove cose, nuovi impegni. E nuovo tipo di stanchezza. Appena mi abituo ricomincerò a fare pensieri elaborati e ve li esporrò!
Intanto voi cercatemi, chi mi trova avrà una ricompensa!

lunedì, settembre 24, 2007

La forza della mente e quella del bricolage

Considero utile ripetersi mentalmente, a volte, le parole che si sono dette; rivedere -mentalmente- gli sguardi ricevuti in passato. Rivivere in un flashback mentale le situazioni e le correlate emozioni.
La memoria a volte inganna, altre volte chiarisce le idee.
Ci sono ricordi che vorrei dimenticare perchè sono la fonte -o la causa- di alcuni aspetti del mio carattere di cui farei volentieri a meno. O forse no. Dipende dai casi.
Durante l'estate appena trascorsa ho messo da parte quel mio cinismo che per molto tempo mi aveva indotta a vivere situazioni in modo apparentamente superficiale.
Poi, una decina di gg fa, una persona che mi conosce bene -grazie ad un feeling mentale che ci unisce- mi ha chiesto: Ma dov'è finito quel tuo pizzico di cinismo che non ti faceva mai cadere?!
Ho risposto: non lo so.
E mentre pronunciavo queste tre parole, quasi automaticamente ho innalzato di fronte a me, tra me e gli altri, una barriera di cinismo.
E il cinismo mi ha guidata per un po' di gg.
Oggi mi sono accorta che il cinismo non so più gestirlo. Chissà perchè poi...
Forse dipende dalla persona con la quale bisogna interagire: ci son quelle di cui non te ne frega niente -o poco più- e quelle, invece, che ormai hanno toccato quella parte di te definibile come punto-di-non-ritorno. e quindi ora stanno lì, radicate in te, nei pensieri, nella tua memoria. E in quest'ultimo caso il cinismo non ha chances. non serve a niente. Non porta a niente. Anzi, porta a cosa sbagliate: non fa dire, non fa fare. E tutto crolla, inesorabilmente, come crollerà domani il muro della mia cucina; ma quello, poi, il muratore me lo ricostruisce. E cos'è che usa per farlo? I materiali sono: mattoni, cemento e l'intonaco per rivestire la muratura e per proteggerla.
Ora, se un rapporto consistente come un muro crollasse, si potrebbe provare a ricostruirlo usando lo stesso metodo:
mattoni = ricordi, parole, sguardi, gesti, sorrisi
cemento = sentimento in questione
intonaco = voglia di non perdersi

"Se compro due spatole per mettere il cemento tra i mattoni e per stendere poi l'intonaco, lo costruisci un altro muro insieme a me?"


Che dite, qualcuno accetterà la mia proposta?

Speriamo. Poi lo coloriamo anche.

domenica, settembre 23, 2007

E' tempo di...



Ripulire il pensiero.



martedì, settembre 18, 2007

Mi sei venuta in mente tu...

Ascoltavo l'ultimo cd di Cristina Donà e, per ultima, è partita una canzone intitolata Conosci; il ritornello mi ha fatto pensare a te, quindi te lo dedico...A Te, C., che "nonostante tutto"...


Conosci i miei occhi quando guardano
verso di te,i giorni normali senza un gesto da ricordare.

Conosci i colori e la
parte più scura di me difficile da raccontare.

Conosci i miei occhi quando
guardano lontano da te,i particolari delle mani che non so curare

Conosci i ricordi e la parte più scura di me difficile da raccontare.



lunedì, settembre 17, 2007

Dear "Daddy"...

A volte la lontananza uccide i ricordi che accartocciati rimangono lì in un angolo della memoria.
Poi un giorno una vita si spegne e quegli stessi ricordi tornano a vivere.
Paradossalmente.
Perdonami, ma ancora una volta dovrò essere lontana.
Dear "daddy", I'll miss you.

venerdì, settembre 14, 2007

Citazione che passione!

Non capita spesso che io soffra di insonnia, ma quando l'evento accade mi concedo l'innocua distrazione delle piroette mentali.
Essendo ormai arrivata alla terza notte in cui mi giro i pollici nel letto canticchiando svogliatamente ritornelli e filastrocche, con l'inutile speranza di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, sono inceppata nel ricordo di un passo di un libricino intitolato Neve e scritto da Maxence Fermine:
Ci sono due specie di
persone.

Ci sono quelli che vivono, giocano
e muoiono.

E ci sono quelli che si tengono in
equilibrio sul crinale della vita.

Ci sono gli attori.
E ci sono i funamboli.


Quando lessi questo libro, dietro consiglio di una sconosciuta, decisi che da quel momento in poi avrei fatto di me una funambola.
E fu così che sono diventata colei la quale, pur rischiando di cadere e farsi male, ama eplicitare i sentimenti che animano le sue azioni, i suoi sguardi e le sue parole. Quelle dette e quelle non dette.

lunedì, settembre 10, 2007

La creatività mattutina


Questa mattina mi sono svegliata con la gola che andava a fuoco; colpa delle sigarette che negli ultimi 4 gg sono tristemente aumentate. Ma si sa che vado a periodi con il fumo. E questo è uno di quei periodi in cui mi vien voglia dalla mattina.
Comunque sia, mi sono alzata dal letto, ho fatto pipì, ho fatto il caffè, ho preparato metodicamente il mio angolo di tavolo per la colazione e mi sono messa ad aspettare che le fette di pane morbido tostassero a puntino (Vi spiegherò in un apposito post in cosa consiste la mia colazione).
E aspetta aspetta… mi sono messa a pensare! - Pratica per me inevitabile in quel momento mattutino - .
Ed ho pensato all’insana necessità di definire nominalmente i rapporti; etichettare, insomma.
La teoria da me formulata durante l’intera durata della colazione - e anche oltre – è scaturita dal considerare quante volte ho visto persone relazionarsi armoniosamente, finché la perversa necessità di definizioni prese dal vocabolario non sopraggiunge a far formulare, ad una delle due anime coinvolte, la fatidica domanda “Ma io e te cosa siamo?”.
A questo punto, non potendo, ma in realtà non volendo – che sarebbe anche un desiderio lecito -, definire la cosa, il destinatario del quesito si ritira sul cucuzzolo della montagna snocciolando all’altro le più assurde spiegazioni che vanno dalla legge del kharma alla filosofia Zen.
E il resto è non-storia.
Dopo essermi immaginata brevemente la scenetta che ho descritto usando, ovviamente, personaggi a me molto ma molto noti, ho continuato a riflettere.
Sono andata a fare la doccia e, tra un ritornello e l’altro, riflettevo.
Perché? Perché si sente l’impellente necessità di attribuire un nome a ciò che, in termini generali, due persone fanno o si dicono?
La risposta che mi è venuta in mente a primo acchito è stata “Questione di insicurezza insita nella natura umana nella misura in cui ci sentiamo ontologicamente uomini”.
Bisogno di certezze, quindi.
Ora, essendo noi esseri pensanti, possiamo per un attimo ragionare su una questione: se io e te siamo legati in un rapporto che, se pur indefinito, ci dà qualcosa che fondamentalmente ci fa star bene; se io e te, se pur persone che si proclamano – magari orgogliosamente – single, ci sentiamo come legate in una relazione esclusiva; se io e te, se pur maledicendo entrambi quel giorno, ci siamo ritrovati per caso dopo anni di educata indifferenza reciproca e per altre volte ci siamo allontanati rimanendo, comunque, immobili nello stesso punto aspettando che l’altro tornasse indietro; se io e te pensiamo di aver trovato la persona potenzialmente perfetta con la quale poter, perlomeno, tentare di pensare di realizzare anche solo una piccola parte dei progetti inerenti alla vita privata; se io e te abbiamo condiviso anche i momenti del quotidiano dedicati ai bisogno fisiologici meno entusiasmanti, eppur abbiamo riso; se io e te abbiamo perso ore ed ore di sonno – e qualche etto magari – rimanendo, comunque, carichi di entusiasmo cantando per casa magari la nostra canzone; se io e te non siamo interessati a nessun altro ci giri intorno, se pur di variegata specie e qualità; se io e te, insomma, siamo io e te nella nostra specificità di coppia intesa come l’insieme di due entità e, nel nostro essere ufficiosamente coppia, ci sentiamo semplicemente bene e solo a tratti confusi, allora mi chiedo “Perché etichettarci?”, “Perché dover trovare una parola che faccia capire agli altri ciò che noi sentiamo di essere?”.

Alla fine di questo ragionamento, tutta impettita e soddisfatta di me, mi è venuta in mente un’ulteriore domanda che riporta inevitabilmente alla prima: “E se ci etichettassimo non per far capire agli altri, ma per far capire a noi stessi?”

Quindi: bisogno di certezze, appunto.

E la certezza, allora, non possiamo magari trovarla in ciò che, se pur indefinito, ci ritroviamo a voler essere in modo visibile e tangibile, palpabile e anche sensibile a quel muscolo nel petto?
O pensiamo che soltanto una parola, o tante parole sintatticamente organizzate, possano darci la certezza di cui abbiamo bisogno?

Ovviamente, ad ogni “se io e te” dovete mentalmente premettere un PUTA CASO.

Buona settimana, cari loopati!

giovedì, settembre 06, 2007

Avete mai visto il film "Se mi lasci ti cancello" (titolo originale: Eternal sunshine of the spotless mind) ?

Ho riavviato il sistema per tre volte.
Per tre volte è apparsa la schermata blu.
L'unica cosa che rimane da fare è formattare.
E formatto senza fare il backup.

sabato, settembre 01, 2007

Post-it


Devo anche ricordarmi di avere un po' di paura.
Per evitare di star male.

domenica, agosto 26, 2007

At home away from home


Non ricordo chi diceva "At home away from home"; ricordo solo di aver sentito in tv o in radio qualcuno che diceva "at home away from home, come dicevano i...". Forse i cercatori d'oro. O forse non lo diceva nessuno, ma non penso.
Fatto sta che sono tornata a Milano dopo 40 gg circa trascorsi a casa dei miei, nella mia casa effettivamente. Ma sarà che non ho più la mia camera, sarà che ogni sera ho dovuto aprire il divano letto e sarà anche che ogni mattina dovevo richiuderlo...bhè non mi sentivo granchè a casa. Paradossalmente mi sento a casa solo ora, lontana da quella casa in cui sono cresciuta, appunto. Che poi il mio mini-bilocale fa la sua sporca figura e gli sono tanto tanto ma tanto affezionata e ormai tutte le mie cose son qui. Non oso immaginare ad un eventuale trasloco.
Dunque, ovviamente ho trovato Milano ancora in ferie: non si comprano sigarette, non si compra pane fresco, non si può portare la t-shirt macchiata d'olio in lavanderia, etc.: tutto rimandato al 27 agosto o, nel peggiore dei casi, al 3 Settembre (Il Tabacchi sotto casa mia, ad esempio!Argh!).
Ho preso il treno Venerdi alle 6.58 a.m.; il viaggi è stato tranquillo, anche troppo forse. Nel tirare su il trolley ho sentito l'anca fare crac ; non so bene cosa sia successo, ma so per certo che qualcosa è successo perchè ancora ora mi fa male e quando cammino zoppico lievemente.
Sul treno, comunque, c'era un signore molto posato che ha parlato solo per dire: "Non c'è nessuno al mare"; io sorridendogli pensavo: "Ci credo, sono le 7 e tra un po viene giù un acquazzone...", ma sorridevo.
Dopo un'oretta è salito un ragazzo. Era alto, bell'aspetto, camicia a righe con maniche arrotolate fino al gomito, bermuda a quadri, occhialini, abbronzato: un aspetto da bravo ragazzo. Tanto bravo che ha aperto lo scompartimento, si è catapultato dentro senza dire nè buongiorno nè permesso, ha sistemato il suo borsone e si è messo a dormire. Quando il treno è entrato nella stazione di Milano lui ancora dormiva.
Comunque, meglio loro che i cani o i bambini che solitamente mi accompagnano nei viaggi!


Io per passare il tempo ho letto, ho guardato il mare, ho guardato le mani dei passeggeri e, infine, ho guardato me stessa riflessa nel finestrino.



martedì, agosto 21, 2007

Un'altra aria sulla pelle

Poco meno di un'ora fa sono uscita per comprare le sigarette e il pane morbido della Mulino Bianco: scendendo le scale ho fatto un minuto di training autogeno per prepararmi alla botta d'afa che immaginavo mi avrebbe avvolta appena messo piedi in strada. Invece, con mia grande felicità, ho sentito un raggio di sole accecarmi e un soffio di vento tiepido accarezzarmi il viso. Ho sorriso e tutta baldanzosa sono arrivata alla macchina; apro lo sportello e... grazie a dio avevo fatto poco prima training autogeno! Non mi sono persa d'animo: ho abbassato i finestrini pensando: "Bhè, pretendevo troppo..." , ho acceso l'autoradio e ho messo in moto.
Sono arrivata nella piazza del mio piccolo paese provincialotto e da me odiato sin dai primi anni dell'adoloscenza -quando tutte le ragazze continuavano a frequentare la scuola di danza mentre io continuavo a correre dietro a palline gialle sui campi da tennis- : ho trovato subito parcheggio -è piccolo il paese, ma ogni persona ha tipo 4 macchine e vengono tutte usate quasi contemporaneamente-; i vecchietti sono stranamente rimasti a parlar tra di loro senza considerare il passaggio di quella-che-ormai-è-diventata-milanese-e-qua-non-torna-più; il bancomat non mi ha sputato veleno ma soldi -mi è uscita anche una lacrimuccia per l'emozione-, il tabaccaio non mi ha salutato dicendo: "Qualche volta si fa vedere eh signorina?!" ma solo borbottando: "'Ngiorno signorì" ... "Ciao signorì"; il supermercato era vuoto niente fila niente saluti tra un corridoio e l'altro, niente.
Come se fossi invisibile.
L'aria tiepida persiste timidamente.
E' finita l'estate ed io comincio le mie vacanze.

venerdì, agosto 17, 2007

Pensierino



Sprofondo nella vitareale


Godo della realtàvitale




"Vi sono esseri del mondo di fuori ingannati dalle illusioni di una vita in continuo moto. Volteggiano con la vita e contribuiscono alla sua irrealtà. Noi che siamo immobili vediamo e comprendiamo".
(O.Wilde)

domenica, agosto 12, 2007

Proverbio siculo



U surici ci dissi a nuci:

"Dammi tumpu ca ti perciu!"

sabato, agosto 11, 2007

Viaggiando con Sartre nella borsa

"Pensò d'un tratto con una specie di orgoglio che in nessun luogo c'era più posto per lei. -Gli uomini normali credono ancora ch'io sia dei loro. Ma non potrei restare neppure un'ora in mezzo ad essi. Ho bisogno di vivere là, dall'altra parte di questo muro. Ma là, non sanno che farsene di me-". (Tratto da: Il Muro - Jean-Paul Sartre, 1939)



Voglio peccare di presunzione: tra me e gli altri c'è un muro che mi protegge dalla loro inconsistente normalità.
Passo dall'altra parte di questo muro quando qualcuno si accorge di me, ma spesso torno indietro sola.

Foto: A.J. looking over Ivy-Covered wall - Rodney Smith, 1994





giovedì, agosto 02, 2007

L'incertezza di una fiamma

E' bastata una goccia per spegnere il fuoco.
E il fumo negli occhi mi fa male.
Non era piccolo il fuoco, era poco il coraggio.
Non era poca la passione, era poco il coraggio.
Non era finito l'entusiasmo, era poco il coraggio.
Mi fa male avere tanto coraggio, ma vedere che non basta per due.

Ora lascio la ruota ferma, tra un po' le darò un colpo per farla girare ancora.
Mentre sto ferma cercherò di trovare il buono nel marcio. Forse una fiamma tra il carbone ancora caldo.




giovedì, luglio 26, 2007

Happy Birthday!


Oggi "i miei pensieri" compiono un anno di vita!
Tanti auguri bloghino bello...stai crescendo forte e sicuro di te!
Ti voglio bene,
la tua mammapathos :°)

mercoledì, luglio 25, 2007

Botanica - Lezione #1



TECNICAMENTE: La Nelumbo nucifera (Gaertn.) è una specie rustica originaria dell'Asia e dell'Australia, nota volgarmente col nome di Fior di loto asiatico. È una pianta acquatica a crescita rapidissima, tipica di stagni e invasi con acque stagnanti o quasi prive di corrente, profondi 5-50 cm ed oltre.


Questa specie ha foglie di colore verde-glauco, peltate, di aspetto ceroso, grandi fino a 60 cm di diametro, che emergono per oltre 1 m dal pelo dell'acqua, con un lungo peduncolo che supera in lunghezza il picciolo, i fiori di grandi dimensioni oltre 20 cm di diametro, sono colorati di rosa con un tipico profumo d’anice, con frutti molto ornamentali.
Le foglie del Fior di loto hanno una struttura superficiale particolare che le rende estremamente
idrofobiche e le mantiene costantemente pulite. Tale proprietà, che con la nanotecnologia si cerca di riprodurre per altri materiali quali tessuti e vernici, è chiamata effetto loto. (Si ringrazia Wikipedia ovviamente, anche per l'immagine).


IDEALMENTE: Presso gli Orientali il Loto è espressione della perfezione, della purezza del sole, del cielo, della creazione, del passato, del presente e del futuro, ovvero, in una parola sola della vita stessa e di tutte le virtù ad essa, direttamente o indirettamente, riferibili. Per questo è considerato un fiore sacro, il fiore degli Dei. I Buddisti indiani rappresentano il seggio di Budda come forma allargata del fiore di loto. Nella Grecia antica era il simbolo della bellezza e dell'eloquenza.
Oggigiorno, il dono del fiore di Loto è un gesto per dichiarare grande ammirazione.
(Fonte: non me la ricordo più ....)



Ebbene, looppati...probabilmente vi farà strano leggere di fiori in questo spazio virtuale pieno di pensieri scritti in forma psichedelica. Così come mi nascono nella testa d'altronde.
Che dire, mi hanno più o meno paragonata ad un fiore di loto: bisogna prenderlo con due mani afficnhè non si rompa, mi hanno spiegato.

Questo mi porta ad una conclusione che rimanda anche ad un post che ho scritto mesi fa: in quel post volevo solo che qualcuno aprisse la porta.
Non mi accorgevo che in molti l'hanno aperta, ma in pochi, pochissimi, sono riusciti ad entrare.

E chi entra, pensa a me come ad un fiore di loto.

sabato, luglio 21, 2007

Il mondo in una stanza




48 ore.



"tra dito e dito un filo si intreccia"




Immagine: "Blue for two" - Hèctor Cardenas Aceves

mercoledì, luglio 04, 2007

Turn on the brain (insomma, riaccendere il cervello)

A grande richiestaaaaaaa... riattivo il cervello riempio il bicchiere e dò
fiato alle trombe!!!

Tanto per cominciare vi illustro la mia situazione attuale con un pezzo
blues all'italiana:



[...] Sì lo so che gira gira la ruota
che il bicchiere si svuota
che l'amore non dura
che ti trovi la sera con gli amici di sempre a fare a gara a chi si sente più solo
ma io in fondo vivo vivo vivo sono vivo
non sarò certo un santo
ma nemmeno un estinto
e adesso voglio parlare
voglio farvi divertire
proprio mi fa morire [...]

Tratto da: Senza neanche una lira - F.Orselli


Una grigliata Urban style ha prodotto abbastanza fumo da annebbiarmi il cervello e farmi ricominciare a sproloquiare formulando teorie sui rapporti uomo-donna donna-donna uomo-vita vita-donna. Insomma, di tutto un po'.



Simmetria intesa come un dare/avere dunque.

Nell'eccitante situazione di un rapporto occasionale tale dicotomia si capovolge: il dare -inteso come Concedersi- si trasforma nel gesto intimamente rivolto esclusivamente a chi nella mia vita non è solo di passaggio ma che anche lontano nel tempo e nello spazio continuerà a far parte di me (un modo prolisso per definire l'amore da una prospettiva alternativa).

Nella concezione di tale teoria, da me formulata sorseggiando del vino ed esposta a chi gustava pezzetti di melone grigliato e a chi rideva confusamente osservando la scena, avrei avuto tanto ma dato poco.

Il mio marchio di qualità è scegliere di dare.

E la qualità è importante.

Tutto il resto è trastullo.

venerdì, giugno 01, 2007

Time Out


lunedì, aprile 23, 2007

Il dilemma dei porcospini



Nell'opera "Parerga e Paralipomena"(pag.396) di A.Schopenhauer si trova scritto:

"Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione."
Ovviamente il nostro bel filosofo utilizzava questa metafora con animo alquanto pessimistico, riferendosi al fatot che tanto più gli individui si avvicinano tanto più si feriscono l'uno con l'altro.
Io, invece, questa metafora la uso per riferirmi al tipo di rapporto che può unire due persone per almeno quattro anni, rimanendo distanti, ma provando calore nel momento in cui si avvicinano.
Per poi allontanarsi di nuovo prima di farsi male.
E così per quattro anni e forse per altro ancora.
Perchè se mi guardi capisci. E se non mi guardi mi senti.
E perchè solo di fronte a te divento eteroriferita.

lunedì, aprile 16, 2007

Sguardo nascosto


Con gli occhi bassi a volte aspetto il tramonto.
Perchè se guardo il cielo il sole mi acceca e
allora mi perdo distratta dietro i miei occhiali.
Dando le spalle al tempo e a chi mi sta accanto.
Accontentandomi di ciò che è stato.
E progetto quello che sarà.
Sentirai la mia assenza, anche se adesso non lo sai.
E da dietro i miei occhiali io guarderò altrove.

giovedì, aprile 05, 2007

Birthday


Ma che bello quando il giorno del mio compleanno mi svegliavo e cominciavano i preparativi per la festa che si sarebbe fatta il pomeriggio... e quando mi alzavo sulla punta dei piedi per arrivare e soffiare sulle candeline mentre il papà mi faceva la foto...
...Bhè probabilmente dovrei mettermi sulla punta dei piedi ancora adesso...ma tanto le candeline non ci sono...e il papà non fa più foto...e la mamma è l'unica a farmi sentire ancora la festeggiata del giorno. Nella casa dei miei genitori.
Perchè poi... il cellulare ha cominciato a suonare alle 4a.m. e tante persone mi hanno augurato tanti auguri... e c'è anche chi mi ha regalato ben 5vaffanculo virtuali da distribuire a mio piaciumento!!Bellissimo!!!... E poi anche gli auguri dai parenti filippini, dolcissimi!
...Una persona mi ha scritto: "...perchè quando avrò anche io 23 anni vorrei essere un po' come te...tanti auguri..." ed è stato un messaggino di auguri molto bello.
Poi ci sono i parenti italiani che sbagliano giorno, e gli auguri me li han fatti ieri, ma apprezzo lo stesso...Son fatti un po così, loro!
Poi ancora ci sono quegli amici storici ma lontani i cui messaggi cominciano così: "Non ricordo bene se è oggi o era ieri, cmq Buon compleanno!" ...E mi fanno tanto ridere!Basta il pensiero...
Poi ci sono gli auguri che non arrivano...quelli di un'amica che ora, a quanto pare, non lo è più.
Ora mi mangio la torta!
E gli auguri li voglio anche qui!

domenica, aprile 01, 2007

...E' primavera (Anche se piove...ma marzo è pazzerello!)




E oggi ho fatto le pulizie di primavera/Pasqua!

A dir la verità pulisco casa ogni domenica ed è un rito dal quale nessuno e niente può distogliermi!

La domenica mattina mi sveglio tardi, faccio colazione e poi infilo i guanti di gomma! Stracci, secchio, scopettone, spugne, olio di gomito e la mitica scopa elettrica diventano i miei migliori amici per un giorno!

Comincio dal soggiorno, metto le sedie sul tavolo (rovesciate, ovviamente); poi la camera, poi il bagno... e infine io!

Dopo la doccia attacco la lavatrice con lenzuola, vestiti, asciugamani e tutto! (ovviamente stando attenta a dividere i capi che possono tingere...)

Provo una gran soddisfazione quando, dopo 3 ore (per fortuna ho una casa minuscola...ehm...non è che son lenta...son precisa..ecco..) mi rilasso sul divano e fumo una sigaretta!

Oggi poi ho anche esagerato: ho buttato le due buste strapiene di bottiglie di birra e di vino!

Ovviamente evito come la peste di invitare gente la domenica sera...ma se proprio proprio deve entrar qualcuno allora, mi spiace, ma faccio togliere le scarpe e offro con amore un paio di infradito, o un paio di pantofole, a scelta!

Chi mi conosce mi ama -spero- anche per le mie manie, le mie piccole ossessioni...e le pulizie della domenica è un rito senza il quale comincerei male la settimana!
Ora mi chiedo e vi domando: qual'è un rito al quale per niente e nessuno potreste rinunciare??
Oltre alle pulizie della domenica io aggiungo: lavarmi le mani appena rientro in casa!
A voi la palla loopati !(una palla da rugby però...;) )

lunedì, marzo 26, 2007

International Days


Il mio w-end e quello delle persone che l'hanno trascorso con me è stato un w-end globalizzato.
Nous avons parlè en trois langues: italian, english, spanish, French and un po' anche in Tagalog (Lingua filippina) mais poco tambien en Vietnamita!

E mica s'è parlato pour parler...sono usciti argomenti impegnati ...accompagnati da cretinate, of course!




Insomma, il y a etè un mix di conocidos provenienti da international minds!

It has been very interesting interagire in due lingue straniere e scoprire che in fin dei conti je les sais parlè..o almeno mi faccio capire!


Les partecipants a questo international meeting han sido 4 guys (hi guyssssssss!!!! we are the winnerrrrrsssss....and tout le monde è Looooooooooooooooooooseeeeeeerrrrrr!!!!!!!!!):

- Un ragazzo francese di origini vietnamite in vacanza a milano ospitato da una ragazza sicula, conosciuta in erasmus in Spagna, e amica di una ragazza abruzzese di origini filippine conosciuta in università a milano e di una ragazza biellese, con la sorella trasferitasi in francia, conosciuta anch'essa in università a milano! -

Insomma è stato un w-and di estrema comunione e globalizzazione!!!
E spero si possa replicare!!

Gooooooooo Guuuuyyyyyyyyyyyyssssssssssssssssssssssssssssss

lunedì, marzo 19, 2007

Metereopatia


"Meteoropatia e’ una parola derivata
dal greco meteoros (alta nell’aria) e pathos (malattia) che indica quelle
condizioni patologiche,il cui insorgere viene stimolato dalle variazioni
climatiche.Abitualmente,i sintomi sia fisici che psichici si presentano nel
soggetto prima che si realizzino le variazioni climatiche, hanno un’insorgenza
acuta e si attenuano o cessano con lo scomparire dell’evento atmosferico
scatenante ,oppure con l’insorgenza di un fenomeno metereologico
opposto."


A parte il fatto che la parola pathos non significa soltanto malattia...

Per tutta la settimana scorsa i colonnelli della televisione, quelli con la penna in mano davanti al disegnino dell'italia, ci hanno fracassato le ovaie dicendo che la tempratura sarebbe scesa di 10° e che sarebbe tornato il freddo e la neve e avremmo passeggiato mano nella mano con i pinguini e riprendete sciarpe e cappellini e pigiamoni e magari si può andare ancora a fare due giorni in montagna sugli sci...

Bhè io stamattina sono uscita, vestita a strati, a cipolla, e mò ho caldo.

Gli extraterrestri ci hanno fatto uno scherzetto: hanno spento il sole. Simpatici loro, mica come noi umani! Mò se la ridono, mentre io non posso mettermi gli occhiali tarocchi che ho comprato sabato mattina al costo di 8euro.

E quindi? Allora torna o no questo freddo di cui tanto abbiamo parlato? Che cavolo, altrimenti io seguo il tempo, sto nervosa, sto grigia pure io, dentro.

lunedì, marzo 05, 2007

A volte capita che...




Qualcuno passa e lascia l'impronta.






A volte è un'orma sulla sabbia.





Altre volte è un segno nel cemento.




E voglio ancora cercare il più bello dei mari.



Foto di Nicola Giannotti

venerdì, marzo 02, 2007

Dalla famiglia degli Orsidi...

Il Panda Gigante!!!!! (diverso dal panda rosso)

Il nome in cinese vuol dire "orso-gatto"
Mangia tanto bambù (38 kg di germogli al giorno!!!!!!!!!)
Le sue orecchie si muovono durante la masticazione (embhè??!?!?)
Ha un palmo fornito di un pollice più cinque dita (...uhm...ok...)
E' una specie a rischio (...sigh... -.-)

-wikipedia docet-


Ve la immaginate una Piccoletta che passeggia mano nella mano con un Panda?!?!


Mi sono svegliata con l'idea di cercare le caratteristiche del Panda su wikipedia!


giovedì, marzo 01, 2007

Un pensiero tra tanti


Quando il senso c'è.
Ma scivola via.
Più lo stringi.
Più si allontana.
Lo lasci.
Scorre via.
Ti giri per non guardarlo.
E lo senti.

lunedì, febbraio 26, 2007

Summa haec est


Se non è una pipa cos'è? Magritte ci invita a guardare oltre, a considerare tutto ciò che va oltre la figura. Perchè? perchè la sostanza è ciò che non si vede. E perchè la mappa non è il territorio. Questo vuol dire che ciò che vediamo non è la realtà. Una mappa è l'immagine mentale di una porzione di realtà che ognuno di noi costruisce sulla base delle proprie esperienze, credenze, convinzioni,etc. Ogni mappa è dunque soggettiva.
Ma insomma, qual'è, dunque, la sostanza?
La sostanza è che sento ancora poche emozioni.
Sabato pomeriggio ho pianto, mi sono commossa grazie ad un incontro casuale e spesso evitato. Per mezz'ora mi sono sentita avvolta in un groviglio di emozioni, ho parlato apertamente con due suore volontarie, appena tornare dalla cina -con, inizialmente, l'intenzione di convincermi ad avvicinarmi alla chiesa- Abbiamo chiacchierato del comportamento della chiesta di oggi, dei giovani, dell'omosessualità in generale e della mia in particolare. Hanno ascoltato la mia esperienza e alla fine mi hanno detto: "Grazie, perchè con le cose che hai detto e con i tuoi modi di dirle ci ha lasciato qualcosa che non avremmo mai immaginato potessimo trovare in questo breve incontro."
Poi mi hanno fatto pucciare le dita nell'acqua santa e hanno benedetto me, la mia famiglia e la mia compagna (che ora si starà toccando sicuro la tetta sinistra...ma vabè....)
Quando la sostanza non si vede, a volte è meglio palesarla.
Per far capire il senso.

lunedì, febbraio 19, 2007

I colori del giorno

Ho un problema. Ci son certe mattine che mi sveglio e c'è il sole e automaticamente mi vien voglia di vestirmi un po' colarata.
Il fatto brutto è che non so abbinare i colori; è davvero frustrante non sapere cosa mettere sulla camicia verde. E' un verde natalizio, il verdone brillante del rametto di vischio che si usa a natale, per intenderci!

Fatto sta che comunque è stressante anche per chi ha la sfiga di telefonarmi mentre cerco di scegliere i vestiti: rendo l'eventuale interlocutore partecipe del mio dilemma amletico fino a quando disperati non si arriva sempre alla stessa conclusione inutile: cambiare camicia! (quando ho un aiuto tento sempre di mettere la camicia verde!)
Quella camicia è ancora lì, in attesa di essere utilizzata.
Ecco, io la metterei con il maglione giallino, di un giallino come questo nella foto, che dite?
Ho anche altri dubbi però:
- maglioncino verde acido
- camicia rosa
- maglioncino verde/marrone (questo per me è proprio difficile)
- maglioncino grigio chiaro chiaro
- maglioncino azzuro

Confido in un vostro aiuto e, soprattutto, aiutatemi a capire con cosa mettere la camicia verde!!!

Buona settimana Loopati!! E sorridete a qualche sconosciuto almeno una volta al giorno!

Fonte foto: www.fuggire.it

mercoledì, febbraio 14, 2007

Goodbye Lolo...


Continuerò
a regalarti
torte.

lunedì, febbraio 12, 2007

A come...


Faccio fatica a regalare la "carta amica" a qualcuno. Ed anche quando lo faccio non lo dico subito, non lo faccio notare; è come se facessi fare un periodo di prova, anzi, un provino.
Nell'ultimo mese, però, ho trovato una persona che mi è stata accanto come farebbe la mia migliore amica -se ci fosse ancora, se quella sera non fosse rimasta a casa a vedere il film-.
Anyway, la suddetta persona mi è stata accanto facendomi ridere, distrarre. Spesso rimanevamo in silenzio, in macchina, a canticchiare "..eppure...sentire....papapa...." ognuna pensando ai fatti propri, ognuna a guardar la strada. Perlomeno io guardavo la strada, lei spero facesse lo stesso visto che guidava.
Poi un giorno abbiamo fatto una gita romantica sul lago di garda al tramonto. Ma anche in quella occasione ognuna di noi era mentalmente lì con qualcun'altra.
Ci basta farci compagnia.
Ci basta allungare un braccio e sentire che non siamo sole.
Immagine: P.Picasso - Amicizia - 1908

martedì, febbraio 06, 2007

Dall'azzurro al turchese


Un maglione azzurro è ciò che ci vuole in una giornata grigia. Il cotone mi avvolge come fossero braccia forti. Braccia di madre, braccia di padre.
Sembra che il cielo mi abbia ascoltato stanotte: ha spalmato sul cobalto una mano di bianco. Ma non dà luce questo cielo bianco striato di grigio che fa da sfondo ai palazzoni di città.
Il mio azzurro sconosciuto è andato via. L’ho sfiorato per un istante e mi è piaciuto.
Mi è tornato in mente il verde. Mi ha fatto piangere. Ho pensato di crollare, stavo per farlo, ma il pavimento era troppo freddo e allora mi sono rialzata.
La ruota panoramica del Luna Park fa sempre lo stesso giro. Il paesaggio intorno è sempre uguale. Ma è osservato da tanti occhi diversi durante uno stesso giro. C’è chi nota l’altezza, chi nota il paesaggio nel suo intero, chi nota un albero, chi nota gli uccelli più vicini, chi guarda le persone che rimangono giù dalla giostra con il naso all’insù e salutano. Chissà perché poi. Come gli italiani che applaudono al pilota quando si atterra.
Io chiudo gli occhi quando salgo sulla ruota.
Uso l’immaginazione.
E comincio a volare in un cielo turchese.

domenica, febbraio 04, 2007

C'è chi impiega 3 gg per resuscitare e chi...


..E chi impiega più di un mese per aggiornare il blog!! Looooooooopatiiiiiiiiiiiiiiii!!!!! Lo dicevo che sarei tornata!!!
Cominciamo col fare tre importanti premesse:
1. Non aspettatevi che vi racconti tutto il mese
2. C'è da decidere tutti insieme quale sarà il nuovo giorno dedicato all'aggiornamento del blog...proponete e la maggioranza vincerà!
3. Ricordate di firmarvi nei commenti perchè sto dando la caccia a sto scemo che mi lascia commenti inutili.
Punto.
E' stato mese lungo, stancante, stressante, ma stimolante.
Mettendo da parte le notizie riguardanti i miei studi...rimane ben poco... ma quel poco ha una qualità eccellente dal punto di vista delle emozioni, delle sensazioni, dei pensieri.
Quando sono concentrata totalmente nello studio smetto di guardarmi intorno. Smetto di ascoltare i rumori e di osservare le figure: le confondo con lo sfondo, non le punteggio e, dunque, non le semplifico. Semplificare la realtà è ciò che facciamo quando osserviamo. Anche quando scriviamo punteggiamo il testo. E punteggiamo per connotare meglio. Per capire il senso.
Ho voglia di ricominciare ad emozionarmi. Ho voglia di ridere. Ho voglia di sfuggire alla semplicità. Ho voglia di ritrovarmi in situazioni imbarazzanti. Ho voglia di avere le mani sudate per l'agitazione. Ho voglia di ubriacarmi e cantare e piangere di gioia. Ho voglia di evitare gli sguardi e camminare lentamente ed ascoltare se un motore si accende. Ho voglia di colorare di giallo i pesciolini rossi di tutti gli acquari del mondo.
Ho voglia -per ora- di perdermi nell'azzurro sconosciuto.
Ho voglia di tornare a giocare in strada, stando attenta alle macchine che passano.

lunedì, gennaio 01, 2007

Buon...

2007
Cominciamo l'elenco dei buoni propositi improponibili?
Dai...
1. Farmi allungare i capelli
2. Smettere di mordicchiarmi le unghie
3. Comprare un rullino b/n e cominciare ad usare la reflex
4. Mettere una cinta con i jeans che mi scendono
5. Lavarmi di meno le mani
6. Comprare uno specchio nuovo per il bagno (si è frantumato ieri)
.........
TOCCA A VOI LOOPATI!!!!

venerdì, dicembre 22, 2006

Pausa

Pausa di fine/inizio anno.
Pausa per riflettere.
Pausa per scrollarsi via di dosso le cose negative.
Pausa per pensare ai buoni propositi per l'anno nuovo.
Pausa per reidratarsi. - Causa lacrime -
Pausa per ri-cominciare a ridere di cuore.

Pausa per cominciare a ricominciare.


A voi la palla...come sempre chi più ne ha più ne metta!

venerdì, dicembre 15, 2006

Oggi ho letto che...

"Per ciò che non è conscio il linguaggio non fornisce alcun mezzo di espressione" (G.Bateson)

Sono in fase studio matto e disperatissimo, quindi per ora non ho tempo di pensare a quello che mi succede/non succede. E forse è meglio così perchè qualcuno dice che la componente emozionale influenza l'attenzione e la memoria. Ed ora non me lo posso permettere.

Abbiate fede, tornerò a pettinar le bambole!

giovedì, dicembre 07, 2006

Little Hyenas

La consapevolezza di essere un non-essere. La differenza intrinseca tra l'unione e la disgiunzione di due elementi risiede nell'intenzionalità, intenzionalità intesa come capacità di "riferirsi a ": riferirsi mentalmente a ciò che, in tal caso, non si è e non si vuole essere. A volte si sembra ciò che non si è, ma l'importante è sapere che non lo si è. Ho intenzione di non essere ciò che sembro essere.

Nei giorni in cui non ho aggiornato il blog, ho apportato alcune modifiche alla mia vita. Piccole modifiche che hanno causato un grande vuoto. Un vuoto però necessario.


Forse ho messo troppe volte le calze a righe e ho dato libera uscita ad una personalità frammentata. Poi vedevo anche doppio: due spazzolini, due asciugamani, due tazzine, due piatti, due cuscini.


Ho vinto 10euro. Potevo scommettere di più, ero sicura che li avrei vinti.

Ma la speranza è l'ultima a morire e non ci son più le mezze stagioni.
E allora con questa vincita mi farò una birra alla tua salute!

"Nel tuo piccolo mondo fra piccole iene
anche il sole sorge solo se conviene
[..] La testa è così piena che non pensi più
Ti si aprono le gambe oppure le hai aperte tu?
Aiutami a trovare qualcosa di pulito
[..] Quello che hai appena fatto ti ha fatto stare meglio!"


lunedì, novembre 27, 2006

Pillole amare


Le pillole amare sono quelle che fanno effetto più velocemente.

Dovremmo imparare a prenderle senza lamentarci.

Dovrei imparare a regalarle senza troppi rimorsi.

Quasi con cattiveria. Visto che quando addolcisco la pillola si lamentano.

E allora vaffanculo.

Flashback&Flashforward

Toccare il fondo per riuscire a risalire!


Una mia cara amica direbbe che questa frase suona pateticamentenoiosamentelesbicamentescontata. Ma in verità l'ha detta lei - ieri davanti ad un thè caldo in un bar vicino la stazione centrale di milano - Era rivolta a me: in una settimana sono scesa dalle nuvole, ho esplorando il fondo del mare e trovando solo relitti ho deciso che devo risalire su fino all'ultimo gradino della scala. Dove posso sentirmi più alta. E cambiare prospettiva. E rispolverare i miei obiettivi. Focalizzare tutte le mie energie sul loro raggiungimento. E poi chi mi ama mi segua: guarderò indietro solo per vedere chi ci sarà e goderne/disperarmene -a seconda delle facce che vedrò- ; guarderò avanti per osservare solo me stessa proiettata sempre più avanti nel tempo nello spazio nei sogni.
Le lolite la camiera bionda l'ultimo dei romantici la barista la pioggia la birra gli aperitivi gli arrivi le coverband i pass la cannuccia nell'occhio le domande ripetute per fingere -"imparare a barare per sembrare più vero"- l'accredito stampa i balli scoordinati le multe il ciclo in anticipo i balli a corpi stretti i soprannomi le identità gli addii i soldi mancanti le mani il sugo della mamma -Grazie mamma-.
Questa è una sintesi del w-end appena trascorso. Facile immaginare le cause e le conseguenze.
Voglio essere egoista voglio essere cinica voglio essere tutto ciò che non sono. Per un po'. Provare ad essere in un altro modo e capire cosa sbaglio quando sono me stessa. Voglio scegliere la mia identità. Un'altra mia amica ha detto di avere più soprannomi che identità.
Amo fare colazione in casa nella penombra dei mattini grigi milanesi. Il profumo del caffè mi ricorda mio padre: metto la moka sul fornello e scappo nell'altra stanza fino a quando non sento il borbottio dolce del caffè che bevo assolutamente amaro. Le poche volte che lo vedo lo abbraccio e faccio finta. A Natale gli dico Ti voglio bene. Il caffè lo gusto. Lentamente. Nero. Caldo. Ad occhi chiusi quando posso. Lui lo beve tutto d'un sorso. Zuccherato. Un po' macchiato.
Tra un po' bisognerà stilare l'elenco dei buoni propositi per il nuovo anno. Ne ho già più di un paio.
-Dimenticare per non tradire-
Oggi piove. Domani decido io.

Io ho più identità che soprannomi e per questo voglio sfruttare la possibilità di scegliere quale identità indossare: ogni mattina diventerò tutto ciò che farà più pan-dan con il colore delle mie calze.

Buona settimana a tutti quelli nel loop!


Immagine: Ladders to Heaven - Alfredo De Stèfano
Photography. Limited Edition (10). Signed and Numbered. Year: 1999


martedì, novembre 21, 2006

Doppio Sogno


Nella notte ho accoltellato un uomo che voleva uccidere la mia morosa! E' uscito il Rambo nascosto in me ed ho afferrato il coltello dalla lama, l'ho tolto di mano al potenziale assassino ed ho affondato il colpo in mezzo alle sue scapole e poi per essere sicura di ucciderlo ho lasciato che la lama insanguinata scorresse su verso il collo.
La mia donna mi ha abbracciata ed ha fasciato la mia mano insanguinata.
Ho sognato di svegliarmi un po' affannata e di trovare il piumone a terra: mi sono alzata, l' ho rimesso sul letto ed ho continuato a dormire.

A volte non si distingue il sogno dalla realtà - la bugia dalla verità - la cattiveria dalla bontà - la rabbia dalla tranquillità - l'ironia dal sarcasmo - .
O semplicemente, a volte, si vive dentro un doppio sogno.

"Imparare a barare e sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo" (Afterhours - Il sangue di giuda)

Immagine: Kandisky - Piccolo sogno in rosso

mercoledì, novembre 15, 2006

Giura!

Mi hanno detto: "Giura!"


Ho risposto: "No, non giuro!"


Mi hanno chiesto: "Perchè?"


Ho risposto: "Perchè i giuramenti li rispetto!"


Immagine: "One night with Vermeer"
Acrylics on canvas,
60 x 90cm, 2005

lunedì, novembre 13, 2006

LiberaMente Io


Da due settimane non aggiorno questo spazio ed ho ricevuto alcune lamentele -non troppe, visto che non è un blog eccessivamente letto- e allora mi son detta: ok, ora cerco di fare una super sintesi degli ultimi giorni, evitando i particolari evidenti e concentrandomi su quelli meno tangibili agli occhi e meno visibili al tatto.
Dunque, nella prima settimana, quella dal 1Nov. al 5Nov., l'unico particolare un minimo interessante è stato il mio ritorno a casa dei miei genitori in abruzzo: una toccata e fuga per fare rifornimento di coccole e sguardi rassicuranti.
Da Lun.6 a Dom.12 (ieri) mi son successe cose talvolta bizzarre talvolta ironiche un po' inconsuete ma anche alcune pericolose ed altre senza aggettivo.
E' stata settimana di lauree (non la mia) - colgo l occasione per rinnovare le congratulazioni ai neo laureati - e ,di conseguenza ,settimana di festeggiamenti spumanti baci risate e giramenti di testa.
giovedi: Super festeggiamento. Festa in un ex centro sociale -anche se secondo me non è molto "ex"-. Facilmente immaginabile -per chi non c'era- le scene di persone barcollanti e tutti amici -solo in quella specifica occasione e con quel specifico liquido in corpo-. L'inizio della festa è stato per me illuminante: una ragazzina tutto trucco e senza cervello fa il suo debutto in società "aggredendomi" dicendo: "Ciao, scusa posso conoscerti?? Non sono lesbica ma voglio conoscerti!" (non sto qui a ripetere per l ennessima volta tutto ciò che ha detto) Cmq, dopo questo incontro ho capito cosa avrei dovuto fare in quella serata: Ubriacarmi moderatamente ma abbastanza da sopportare altre eventuali scene pseudo-assurde come quella iniziale.
Da lì ricordo i balli scoordinati, le camminate barcollanti -le mie e quelle degli altri- le risate immotivate, i bicchieri,i chupiti,i complimenti -fatti e ricevuti- e il bagno.
Poi la notte-mattina a far da crocerossina (la rima non è voluta). Il giorno dopo il mal di testa, la bocca pastosa, lo stomaco capovolto, i movimenti lenti e circoscritti, le telefonate per accertarsi che tutti fossero tornati a casa sani e salvi, il lavoro, i tentativi di mettere insieme i pezzi di ricordi essenzialmente sfocati della notte brava trascorsa. Ovviamente non è mancata la promessa tipica del post-sbronza fatta tra sè e sè davanti lo specchio fissando le occhiaie mostruose: "Mai più, non mi ubriaco mai più". Chi di voi non si è mai fatto questa promessa, per poi riubriacarsi ancora?!
Poi sabato ancora un festeggiamento, ma per fortuna nessuna camminata barcollante. Poi Tra le strade di milano sperando che passassero gli autobus. Poi la camminata. Il rumore dei tacchi -non i miei- I pensieri che viaggiano. Le vocine nella testa. I pensieri distolti. Gli sguardi. Le mani fredde -e quelle calde-.
E per ultimo: "Questa cosa la gestisco io!" -non sono io che lo dico-

LiberaMente Io. Nei miei pensieri. Nei miei sguardi. C'è tutto ciò che non dico.

Buona Settimana a tutti!
A chi Lavora con l'influenza
A chi vuol fare il cinema
A chi non vuole abbandonare il rullino e la camera oscura
A chi gira per colloqui
A chi abbraccia il fornetto Severino
A chi il colloquio l'ha fatto e ora mangia crostate
A chi fa mille cose e trova il tempo per leggere il mio blog (questa persona secondo me non capirà mai che mi riferisco a lei ma non trovo nessuna frase specifica)
E infine, buona settimana a ME!

L'immagine è di René Magritte

lunedì, ottobre 30, 2006

Tears&Chocolate


Eccoci al nostro appuntamento settimanale!


Questa mattina, camminando per strada, mi è apparsa nella mente l'immagine di una goccia di cioccolato: dolce e salato.
Pensate.
Un sorriso fatto con amarezza.
Un dito affondato nella nutella in una giornata uggiosa.
Un abbraccio dato per un addio.
Uno schiaffio dato per gelosia (lo notate anche voi il contrasto dolce/amaro qui?).
Una bugia detta ad un bambino.
Una tazza di caffè con un soffio di panna montata.

Abbiamo una settimana per allungare la lista..conto su di voi! Tutti, anche tu che leggi e non scrivi. Se non raggiungo almeno i 10 commenti in una settimana chiudo il blog!

lunedì, ottobre 23, 2006

Waiting For Godot


E' Lunedi. Giorno che indica l'inizio della settimana e, per alcuni, indica l'aggiornamento di questo blog: poichè non voglio disattendere le attese delle suddette persone, sforno il post di inizio settimana.
Oggi si parla di ATTESE.
Tutti, o perlomeno anche chi sa poco e nulla di teatro, saprà dire qualcosa sul titolo che ho scelto oggi; probabilmente tu ora stai pensando: "Becket. Teatro dell'assurdo. Alla fine non arriva nessuno".
Tutto giusto! Io (non proprio io, ma persone che ne sanno più di me) aggiungo che è un'opera in cui il protagonista è assente e come dice Vivian Marcier appena dopo aver assistito alla prima di Londra "Aspettando Godot è un'opera in cui non accade nulla, per due volte" (la pièce è composta di 2 atti)
Ora, pensiamo a noi, alla vita cosidetta reale (qui mi ritorna alla memoria uno dei primi post in cui ho scritto che avrei scritto qualcosa sul confine tra reale e verituale, ma ora non c'entra niente): quante volte ci è capitato di attendere tutto il giorno qualcuno o che succedesse qualcosa? Se è il nostro giorno fortunato e se i pianeti sono allineati magari finiamo col non attendere invano, ma...capita il giorno in cui l'universo ti è avverso e si fa la fine di Estragone e Vladimiro.
Io penso che attendere alla fine porti sempre a qualcosa; non è detto che la persona o la cosa attesa arrivi, ma qualcosa secondo me succede sempre. Magari si impara a fare/non fare qualcosa!
E allora, mi e vi chiedo: non si potrebbe forse sostenere che Aspettando Godot sia eccezionalmente realistico?! Dov'è il carattere assurdo?
Io mi riconosco nei due homeless becketiani (non so se si dice così...attendo conferme da voi)!
Voi no?! Non vi capita mai di continuare ad attendere pur sapendo o forse immaginando o avendo la sensazione di stare a perdere tempo?

Buona settimana a tutti...Soprattutto a tutti i Godot, con la speranza che prima o poi arrivino!


Immagine: Stefano Di Lorito - L'attesa - Olio su tela 50x70
fonte: www.interarteonline.com

mercoledì, ottobre 18, 2006

Risveglio


Io Odio risvegliarmi con già Mal Di Testa!
Oggi è una di quelle mattine in cui apro gli occhi e... subito sento il mio neurone che si lancia ripetutamente contro le pareti della mia testa, provocandomi un dolore insopportabile!
Tu che leggi starai pensando: prendi una medicina!
Prendila te la medicina! Io lascio sfogare il mio neurone, anche lui ha diritto di prendere a testate il muro quando ne sente il bisogno!
E invece di pensare 'ste cose, caro/a Tu che stai leggendo, prima di chiudere questa pagina con un titubante clic, lascia un commento, una parola, un qualcosa che mi permetta di conoscerti tramite tracce visibili che mi piacerebbe tu lasciassi qui.
E Buon Compleanno a chi festeggia oggi il suo 27esimo compleanno!

lunedì, ottobre 16, 2006

In principio era ogni cosa...


Questo vuol essere un post di riflessione, ma su cosa non saprei.
Mi hanno fatto notare che ultimamente aggiorno il blog ogni lunedi; il titolo di oggi si riferisce al fatto che nei primi giorni di vita di questo blog, ogni cosa che vedevo-pensavo-sentivo veniva qui riferito. Ed ora cos'è cambiato? non vedo più-non sento più-non penso più ? O tutto ciò che mi circonda sta lentamente ma inesorabilmente perdendo importanza? Forse non ho più voglia di volgere lo sguardo verso l'esterno e captare OGNI SINGOLA informazione per assimilarla-elaborarla-fornire qui il risultato? Farei la fine di un calcolatore elettronico degli anni '60 pieno di pulsanti strani da pigiare, ma questa è un'altra storia.
Che dire, dunque? Qualche tempo fa ho parlato di feedback, di retroazione, di comportamento umano che si adatta come plastilina sulle forme dell'ambiente.
Ora vorrei parlare dei rapporti che finiscono. Rapporti di ogni genere, bada bene (sto discorrendo con il mio amico immaginario che non mi contraddice mai e per questo lo amo! Come amiamo gli animali perchè con loro possiamo sfogarci senza sentirci dire che siamo dei cretini)...dicevo...rapporti di ogni tipo: amicizie, conoscenze, rapporti lavorativi, rapporti amorosi -avviamente,simulandoindifferenzaèquichevoglioarrivare- .
I rapporti cominciano, poi magari finiscono senza troppi "perchè"; e allora come ci si comporta? Accetto suggerimenti, senza nessun riferimento particolare, vorrei semplicemente capire se la mia è una voce fuori dal coro o o se sono la pecora nera.
Io di solito sono per il "O bianco O nero" e, nel caso, la persona in questione viene all'istante depennata dall'elenco "vip", ma non dalla mia memoria. Penso sia una cosa importante questa.
Ieri ho preso un treno -a/r-, ho osservato un asilo e una casa da più punti di vista: da entrambi i lati, da dietro, frontalmente; se in quell' asilo ci fossero stati dei bimbi, fuori in cortile a giocare tutti insieme con i grambiulini e i fiocchi rosa e blu (si portano ancora?!), da qualsiasi lato io osservassi, avrei visto sempre e comunque bambini! Ma osservando meglio, mettendo a fuoco ogni viso, avrei incrociato il mio sguardo con occhietti talvolta vispi e talvolta tristi, ma cmq sempre diversi.

In principio era ogni cosa, ora voglio osservare gli occhi dei bambini.

buona settimana a tutti!

L'immagine è presa dal sito www.giovannacorsalearte.com - titolo: RIFLESSIONE- Olio 50x70

lunedì, ottobre 09, 2006

BARCOLLO, MA NON MOLLO!

Una domenica a degustare vino su e giu per le cantine di un bel paesino, subito dopo il lago di Como (dalla parte di Lecco) ai piedi delle montagne. Un sorso di nettare-degli-dei , un pezzettino di formaggio ed un altro di speck.
E si torna su in strada a vagar per le stradine che sanno di mosto e si senton risate di gente allegra in compagnia. E poi di nuovo giu a scender scale ripide con l'arma-bicchiere in mano pronto ad accogliere un altro sorso di liquido rosso.

"Morbegno in cantina"

lunedì, ottobre 02, 2006

Go!

Dopo due settimane di silenzio torno a far leggere i miei pensieri.
Sono successe molte cose nei giorni trascorsi.
Coppie che scoppiano. Persone che si ritrovano. Sorrisi.
Discorsi. Sguardi. Battute.
Tentativi: di scoppiare o ritrovarsi.
Nuovi amici e vecchie amicizie.
Mi sono fermata a guardare tutto ciò;
ho osservato persone sconosciute;
mi sono persa in sguardi fugaci.
Ora riparto perchè a star ferma mi sono stancata.
Anzi, mi sono annoiata.

giovedì, settembre 14, 2006

Un inizio giornata...

Questa mattina mi sono svegliata prima del solito, quindi molto presto. Ho fatto colazione, doccia e mi son vestita: ho scelto una t-shirt gialla, per contrastare il grigio del cielo.
Ebbene sì, oggi piove. Oggi Milano rispecchia le immagini mentali che la gente del sud ha di questa città: pioggia-freddo-nebbia-grigio-cemento-traffico.
Esagerati!
Cmq sono uscita con un sorriso stampato in faccia, nonostante tutto.
Una goccia di pioggia mi è caduta sulla lente degli occhiali -di solito metto le lenti a contatto - ma ho sorriso.
Ho incontrato un bimbo felice di andare all'asilo.
Ho fatto l'apertura dell'ufficio in cui lavoricchio di tanto in tanto -nella mia università-. Ed ora son qui.
Sarà una lunga giornata.
Non ho l'ombrello.

venerdì, settembre 08, 2006

Aspettando...

Sto aspettando che mi capiti qualcosa di bello,
qualcosa/qualcuno che mi faccia sorridere.
Aspetto qualcuno/qualcosa che mi faccia
sentire un brivido, un'emozione.
Aspetto la prima foglia che cadrà lentamente
fino a toccare il suolo.
Aspetto i colori, gli odori
dell'autunno.

giovedì, agosto 31, 2006

L'era di quando era...


Era serenità. Era rabbia. Era gioia. Era amore. Era odio. Era sfogo. Era sorriso. Era sudore. Era lacrima. Era vittoria. Era sconfitta. Era sole. Era freddo. Era amore. Era stanchezza. Era allegria. Era sguardo. Era gamba. Era braccio. Era polso. Era mente. Era dolore. Era terra. Era cemento. Era errore. Era bellezza. Era sospiro. Era respiro.

venerdì, agosto 25, 2006

L'arte del saper fare la valigia



Saper fare la valigia è un'arte che non si confà alle mie capacità.
Mia madre, ad esempio...lei sì che è un artista (rinomata anche) in questo campo!
Riempire un trolley?Nulla di più semplice e anche un po' noioso per lei! Per me, invece, siamo già ad un livello notevole di difficoltà.
Riempire un borsone? Nulla di più divertente per mia madre! Odiava giocare a Tetris...ma incastra a mo' di formine di tetris -appunto- tutto ciò che non mette nel trolley e con una maestria e un'agilità formidabili e da me invidiate. Già, perchè io nel borsone butto tutto così come mi viene, e sbaglio, ovviamente.

E cosa dire della distribuzione dei pesi all'interno del suddetto trolley e suddetto borsone?
Quando faccio io le valige, capita -manco a dirlo- che, alla fine tutto, il peso dato da portatile, libri e oggetti simili, sia tutto da una parte...con l'inevitabile conseguenza di renderne quasi impossibile il trasporto.
Mia madre invece -sono tutte belle le mamme del mondo, ma soprattutto piu bella tu se- donna risoluta, riesce -l'avreste mai detto?!?!?!- a distribuire uniformemente tutto il peso di questi oggetti che spedirei ogni volta per posta invece di trascinarmeli in giro! E le valigie mi sembrano più leggere!
Bene. Le alquanto vistose differenze tra me e mia madre nel saper fare le valige sono ovviamente innegabili. Non mi resta che abbassare la testa, ogni volta, e risponderle con reverenza quando...

- Questi, che sono un po' più pensanti devi metterli così, vedi?Te l ho detto anche la volta scorsa...
- Sì, mamma, ho capito!

Capisco veramente, mica mento quando faccio di sì con la testa! Ma non so....quando mi trovo davanti alla valigia vuota...faccio tutto come non dovrebbe essere fatto. Forse vengo presa dall'ansia di prestazione...sta di fatto che ogni volta che faccio io la valigia...resta qualcosa fuori senza posto! Chiamo mamma e come per magia avanza posto nella stessa valigia in cui non riuscivo a far entrare il filo interdentale!

Vado a fare le valigie.


Capisco veramen

martedì, agosto 22, 2006

Parlando di relazioni...




Il calesse va più veloce

quando è trainato da due cavalli

- E chi vuol intendere, intenda -

domenica, agosto 20, 2006

Pomodori verdi fritti...

Nessun cambiamento di vita,
nessun urlo al ritmo di "Toooooowandaaaaaa!!!!"...

Solo un gran male alla schiena
e una neonata avversione al pomodoro e alla salsa di pomodori

Quelli con cui ho avuto a che fare erano rossi, maturi
e non fritti ma crudi.

1. Trasportare la casse di pomodoro
(rossi, maturi, luccicosi grazie alle varie medicine -.- )
nel luogo in cui avverrà la magia culinaria
2. Pulire uno per uno i pomodori con un panno umido
3. Montare la macchina per passare i modori e che
produrra salsa di pomodoro scartando semi e buccia
4. Tagliare a pezzi grossolani i pomodori togliendo le
parti rovinate e/o marce
5. Infilare i suddetti pezzi nella suddetta macchina
cercando di non farsi tagliare qualche dito
6. Prendere un imbuto e un coppino e imbottigliare
la salsa nelle bottiglie precedentemente lavate e asciugate
7. Mettere i tappi alle bottiglie con l'apposito aggeggio (ci vuole un po di forza)
8. Contare le bottiglie
9. Disporre a strati le bottiglie in grandi calderoni,
riempirli di acqua e accendere il fuoco.
Aspettare un'ora circa affinchè l'acqua raggiunga la bollitura.
E dopo 24h (quando le bottiglie saranno completamente raffreddate)
togliere le bottiglie, ricontarle, calcolare quante ne sono scoppiate...
e sistemarle in soffitta e/o in dispensa.
10. Aprire una bottiglia, cucinare il contenuto e utilizzarlo per condire l
a pasta o altre pietanze. (Vi assicuro che sarà molto piu buono
di quello che troviamo al supermercato...senza fatica!!!)

giovedì, agosto 17, 2006

Certi giorni in cui...


Ci sono giorni in cui rido. Con entusiamo. Con spontaneità.
Ci sono giorni in cui parlo. Senza sosta. Rincorro i pensieri in sella alle parole.
Ci sono giorni in cui penso. Distrattamente. Silenziosamente. Afferro faticosamente ogni pensiero.
Ci sono giorni in cui vorrei che qualcuno mi dicesse: "Un penny per i tuoi pensieri..."

In questi giorni mi ritrovo spesso ad ascoltare una canzone che fa: "Rimetto in movimento la mia capacità di adattamento un anno speso ad aumentare il comfort generale ma gli angoli che si erano smussati si sono riaffilati"

- Hanno allargato il sistema solare. Da 9 a 12 pianeti. Ma è solo una questione di definizioni. -

Aprite la porta.

lunedì, agosto 14, 2006

Lezione #2 (con considerazione personale)

Persona, ae, f., maschera dell'attore che copriva tutto il capo ed era diversa secondo i diversi caratteri da rappresentarsi.
In particolare, i Latini dissero persona la maschera di legno portata sempre sulla scena dagli attori del teatro greco, e nella quale i tratti del viso erano esagerati per essere meglio rilevati dagli spettatori; la bocca, inoltre, era fatta in modo da amplificare il suono della voce.

Lo stesso termine venne poi utilizzato anche per indicare quello che noi ora chiamiamo il personaggio rappresentato sulla scena.

(Fonte: www.etimo.it)

Ora, io dedurrei, nella semplicità dei miei ragionamenti, che il termine personalità derivi anch'esso da persona,-ae . Se così fosse, mi verrebbe da dire anche che alla fin della fiera ognuno di noi assume diverse personalità a seconda della scena sulla quale si deve esibire. E allora siamo tutti affetti di un leggero disturbo di personalità multipla? O coloro i quali soffrono di questo disturbo dissociativo di identità sono in fin dei conti l'esplicitazione veritiera della natura umana? Fatto sta che ogni nostro comportamento è una risposta all'ambiente in cui stiamo interagendo/agendo. Ogni volta cambia la scena e la maschera che indossiamo. E allora aveva ragione Pirandello, con le sue marionette allucinate? Io penso di sì. Io.


venerdì, agosto 11, 2006

Io non ho un anomastico

...Oggi è il tuo onomastico e mi hai fatto notare che,
dopo avermelo detto per BEN due volte,
io ho continuato a non farti gli auguri.
Chiedo venia.
Ti faccio qui gli auguri di buon onomastico

così quando leggerai questo post
non potrai più dirmi - Ora è troppo tardi! -
...ino...

Teoria del Caos

- E' sufficente il battito d’ali di una farfalla in Brasile
a provocare una tromba d’aria nel Texas.

Nacque così l’effetto farfalla,
uno dei capisaldi della teoria del caos. -

Questa mattina ho accesso il mio portatile
e mi sono immersa nella virtualità
- che poi mi chiedo quale sia il punto oltre
il quale la mia vita che definiscono
reale diventa virtuale. Ma questa è un'altra storia -

Il primo contatto che ho avuto è avvenuto con
un individuo di sesso femminile che ha esordito
dichiarando il suo scopo della mattinata:
- Oggi volevo spronarti ad inserire nuovi contenuti nel tuo blog.

Mi ha voluto spronare a miscelare realtà e virtualità
A riversare la realtà nella virtualità
Un contenuto che nasce dalle esperienze reali
e poi conservato in un supporto virtuale.

Al suddetto individuo di sesso femminile voglio associare
l'immagine di una farfalla.
Perchè ieri non aveva voglia nè intenzione di
"rincorrere farfalle".
Ma oggi con un battito di ali ha provocato
un contatto reale in una realtà virtuale.

martedì, agosto 08, 2006

CoffeeTime


"...e passo il tempo bevendo caffè nero bollente...
in questa casa galera che mi fa prigioniera..."

The doctor mi ha ordinato di diminuire il caffè...
...ma io ho BISOGNO di caffè!!!

domenica, agosto 06, 2006

UN OMAGGIO ALLE SISTER'S

°°°°° Go Sister's !!!! °°°°°

www.untotdisisters.it

venerdì, agosto 04, 2006

Dialogo #2

- sono tutte psicopatiche
- non sei incoraggiante ma non faccio fatica a crederti
visto quelle che ho gia avuto...e quelle che hanno avuto le altre...
- ma io nn ti dico
di molarre
mollare ma di fartene una ragione
di cercare di capire
che la vita è cos'
l'amore
la passione
è un attimo
sul serio
poi le cose
importanti
sono quelle dove
- poi tutto si appiattisce - c'è fatica
nn è che si appiattisce
c'è la realtà
è la realtà.

La realtà è che si fa meno fatica a subire l'insoddisfazione che rivoluzionare una situazione. Dico io.

giovedì, agosto 03, 2006


Questa mattinaaaaaaa mi son svegliataaaaa
oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoooooo
Questa mattinaaaa mi son svegliataaaaa
e sono andaaaata all'ospeeedalll!!!!!!

Dunque, qst mattina sono andata a fare le
analisi del sangue e come sempre anche stavolta
l'infermiera si è divertita a ravanarmi nel braccio con
l'ago infilato dentro -.- perchè le mie vene sono profonde..
Indi per cui..cosa si fa???..Si tocchiccia un po con le dita...
si fa finta di aver sentito la vena...e poi...zac...si infila l'ago..
lo si muove a dx e sx...fino a quando non si vede il sangue
salir su nella provetta...prima provetta...seconda provetta...
terza provetta...quarta provetta...
Maledizione!Staccatemi questo vampiro dal braccio!!
- Fatto signorina!
- Fottiti signorina! - penso.


mercoledì, agosto 02, 2006

Lezione #1

Facciamo per bene delle distinzioni.

Temperamento: fattore quasi immutabile e innato, legato anche alla struttura somatica dell'individuo

Carattere: il nostro carattere si forma dall'interazione con l'ambiente circostante e quindi dalle esperienze che si fanno per lo più durante l'età evolutiva

temperamento+carattere= PERSONALITA'

...e quando manca il carattere...?

lunedì, luglio 31, 2006


Hi guys!! Today it's a special day!!!
perchè???? perchè ho ricominciato a fare un po' di movimento...palestra per la precisione..a casa però..step cyclette e addominali!!
Sono soddisfatta e domani..altro giro!
Ed ora qualcuno potrà smettere di dire che 12 anni di tennis non bastano per tutta la vita!tzè!

...cmq..io un trainer nun ce l'ho!

giovedì, luglio 27, 2006

Dialogo #1

"Mommy!! sono andata a fare la spesa!!"

" - ....
- che c'è?
- niente "

Dialoghi silenziosi.
Pensati e scritti su un foglio o sullo schermo.
Continuo a sorseggiare il mio caffè
nella mia tazzina preferita.

mercoledì, luglio 26, 2006


Retroazione continua.
Stimolo-risposta.
In un loop incessante.
Voglio creare
un reticolo di pensieri -parole-

I miei sono stimoli.
A voi le risposte.

- Pavlov docet -