lunedì, aprile 23, 2007

Il dilemma dei porcospini



Nell'opera "Parerga e Paralipomena"(pag.396) di A.Schopenhauer si trova scritto:

"Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione."
Ovviamente il nostro bel filosofo utilizzava questa metafora con animo alquanto pessimistico, riferendosi al fatot che tanto più gli individui si avvicinano tanto più si feriscono l'uno con l'altro.
Io, invece, questa metafora la uso per riferirmi al tipo di rapporto che può unire due persone per almeno quattro anni, rimanendo distanti, ma provando calore nel momento in cui si avvicinano.
Per poi allontanarsi di nuovo prima di farsi male.
E così per quattro anni e forse per altro ancora.
Perchè se mi guardi capisci. E se non mi guardi mi senti.
E perchè solo di fronte a te divento eteroriferita.

2 commenti:

Zancle ha detto...

.....qui il livello culturale sale!Ecco perchè non ti si vede più....mi leggi l'amico depresso Shopenhauer!!!
..........e sarò un'ottimista fastidiosa, ma della storia sottolinerei una cosa: ALLA FINE NA POSIZIONE COMODA LA TROVANO!!! (moderata distanza ok...ma semrpe insieme sono o no?) Insomma alla fine c'è speranza anche per chi ha il corpo ricoperto da guscio e aculei, voi che dite?....sperem...

pathos ha detto...

hai afferrato il concetto beddazza!! tu sì che mi dai soddisfazioni!